“Otto e mezzo, a mio parere, è il film in cui alle invenzioni puramente filmiche aggiunse ispirazioni anche interiori, per esempio nella sequenza breve come un lampo in cui Marcello (cioè lui, Federico) saluta i genitori, due immagini diafane che abbandonano la scena, li chiama, vorrebbe trattenerli, ma la madre, volgendo appena il capo, fa il cenno di chi non può, di chi deve andar via per tornare chissà dove, e quei tre metri di cinema suscitano un attimo di indicibile emozione”.

Sergio Zavoli

“Eminenza, io non sono felice…
– Perché dovrebbe essere felice? Chi le ha detto che siamo al mondo per essere felici? (…)
Non c’è salvezza al di fuori della Chiesa.”

da “8 e 1/2”